L’etanolo come carburante nei veicoli
L’etanolo viene utilizzato anche come biocarburante. Questo alcol è prodotto prevalentemente a partire da cereali o altre biomasse e viene impiegato come carburante puro oppure miscelato alla benzina (ad es. super). La percentuale (ad es. E5, E10, E20, E85) indica il contenuto di etanolo nel carburante e influisce sia sul consumo sia sul contenuto energetico per litro. Nei veicoli, un contenuto più elevato di etanolo determina generalmente un leggero incremento del consumo, ma può ridurre le emissioni di CO₂ se prodotto in modo sostenibile. L’applicazione pratica e l’utilizzo dipendono dalla compatibilità del veicolo, dalla disponibilità e dal compromesso che si intende raggiungere tra efficienza energetica e sostenibilità ambientale.
Nozioni di base
L’etanolo viene miscelato alla benzina da diversi anni. Si tratta quasi sempre di bioetanolo ottenuto da materie prime rinnovabili. Questo è uno dei motivi dell’utilizzo del bioetanolo: il bioetanolo ha un bilancio di CO2 quasi neutro. Inoltre, la combustione dell’etanolo libera molte meno sostanze nocive rispetto alla combustione della benzina.
Un altro vantaggio è il numero di ottani più elevato dell’etanolo, ovvero la resistenza all’autoaccensione spontanea. Ciò migliora la combustione e le prestazioni del motore.
Ma l’etanolo come carburante non presenta solo vantaggi. L’etanolo ha una densità energetica inferiore rispetto alla benzina. Maggiore è la percentuale di etanolo nel carburante, più elevato sarà il consumo aggiuntivo, con conseguente riduzione dell’autonomia. Questo aspetto diventa tuttavia significativo solo con miscele ad alto contenuto di etanolo: nel caso dell’E85, l’aumento effettivo dei consumi è di circa il 30%.
Sebbene il consumo di carburante aumenti a causa dell’elevata percentuale di etanolo, le emissioni di sostanze nocive risultano inferiori a quelle della benzina tradizionale, nonostante i consumi più contenuti.
Un ulteriore svantaggio dell’etanolo sono le peggiori caratteristiche di avviamento a freddo. Per questo motivo, solo motori speciali possono funzionare con un alto contenuto di etanolo.
Un ulteriore aspetto, che ha meno a che fare con la densità energetica, il bilancio neutro di CO2 o le sostanze nocive, è l’origine del bioetanolo.
È fondamentale stabilire se l’etanolo sia stato ottenuto da materiali di scarto oppure da potenziali prodotti alimentari, come colza, mais o canna da zucchero. In questo contesto può sorgere una possibile competizione tra la produzione di alimenti e quella di carburante, ma anche tra la dipendenza e l’indipendenza dalle materie prime fossili.
Motori Flex Fuel
I veicoli Flex Fuel, rispetto ai tradizionali veicoli a benzina, presentano alcune interessanti modifiche, ad es. al sistema di alimentazione del carburante o alle fasce elastiche. Questi motori possono funzionare con qualsiasi rapporto di miscelazione tra benzina e etanolo (o metanolo). È possibile anche il funzionamento con etanolo puro. Per questo motivo si chiamano “Flex Fuel”. Nel caso del Brasile, la percentuale di veicoli con motori Flex Fuel è di circa l’80 %.
A causa delle cattive caratteristiche di avviamento a freddo dell’etanolo a temperature inferiori a 13 °C, i motori Flex Fuel sono dotati di un sistema di alimentazione del carburante supplementare con un ulteriore serbatoio di benzina. Grazie all’aggiunta di benzina è possibile garantire l’avviamento in tutte le condizioni. Dopo la fase di riscaldamento, il motore torna a funzionare con etanolo.
Un’evoluzione del sistema elimina il serbatoio aggiuntivo. Al suo posto, elementi riscaldanti portano l’etanolo alla temperatura necessaria.
Nel complesso, i veicoli Flex Fuel sono adattati alle condizioni di funzionamento con etanolo in modo tale da non presentare svantaggi significativi rispetto al funzionamento a benzina.
Combinati con l’indipendenza dal tipo di carburante, i potenziali vantaggi economici e il minor impatto ambientale, la maggiore resistenza alla detonazione e le buone prestazioni dell’etanolo creano condizioni favorevoli per il downsizing dei motori.
Contenuto di etanolo a livello mondiale
Mentre l’E5 e l’E10 sono ampiamente diffusi in Europa, l’E85 è ancora un prodotto di nicchia. Si può fare rifornimento di E85 in Francia e in Scandinavia. Per un certo periodo la Germania ha incentivato l’uso dell’E85. Terminati gli incentivi, l’E85 è sparito anche da quei pochi distributori che lo vendevano.
In Nordamerica, a seconda della regione e dello stato, l’E10 è lo standard. Lì, l’E15 e l’E85 si stanno diffondendo sempre più, mentre l’E85 è adatto solo per motori Flex Fuel. Negli Stati Uniti, in particolare, per la produzione di bioetanolo si utilizza il mais, che è una coltivazione molto diffusa.
La più ampia diffusione di motori Flex Fuel si ha in Brasile, dove viene venduto anche l’E100. L’E100 è composto al 93 % da etanolo e al 7 % da acqua. In generale il contenuto di etanolo nel carburante in Sudamerica è decisamente più elevato: lo standard in Brasile è l’E25, mentre l’E12 è il più utilizzato da alcuni anni in Argentina.
In Africa la situazione è esattamente l’opposto, poiché ad eccezione di alcuni paesi e tentativi, l’etanolo non viene utilizzato come carburante.
In Asia il quadro è variegato, in quanto si spazia dall’E10 all’E20.
Australia e Oceania seguono da vicino i paesi europei.
In conclusione si può affermare che il contenuto di etanolo nel carburante a livello mondiale è in costante crescita. In questo modo si riduce la dipendenza dalle materie prime fossili e si abbassano le emissioni.
Il caso particolare del Brasile
Il Brasile rappresenta un caso particolare a livello internazionale per quanto riguarda il contenuto di etanolo nel carburante. Qui l’E100 è ampiamente diffuso e persino la “normale” benzina presenta un elevato contenuto di etanolo, pari all’E25. Ma perché?
I motivi sono molteplici e riguardano principalmente il prezzo, la tassazione e le materie prime disponibili. Come materia prima viene utilizzata la canna da zucchero coltivata su larga scala. Per compensare la minore densità energetica (e quindi l’autonomia) dell’etanolo, il prezzo dell’etanolo puro deve essere almeno del 30 % inferiore rispetto a quello della benzina.
I motori sono progettati per questo scopo e utilizzano tecnologie che consentono un funzionamento affidabile con etanolo puro. Un pioniere nello sviluppo tecnologico è VW, un’azienda ormai indispensabile in Brasile.
VW ha reso i motori Flex Fuel, in grado di funzionare sia con etanolo sia con benzina, adatti alla produzione di massa.
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